Mercoledì, 08. Febbraio 2012

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Socio Promotore: Simona Arese

hanno partecipato: Simona e Mauro

(dal 24 giugno 2009 al 08 luglio 2009)

1° giorno: volo Milano – Lima

2° giorno: Lima – Trujillo

Lima: fu fondata da Francesco Pizarro il 6 gennaio 1535 e, in omaggio ai Re Magi, venne chiamata “Ciudad de los Reyes”. Durante il periodo coloniale, la città crebbe velocemente, e divenne fiorente. Nel 1569 venne scelta come sede americana per l’inquisizione spagnola e nel 1746 fu quasi interamente distrutta a causa di un terribile terremoto. Tuttavia, la ricostruzione fu molto rapida e oggi Lima si presenta come una città immensa suddivisa in 48 quartieri. Inizialmente popolata da un centinaio di conquistadores, Lima ha avuto negli ultimi anni una forte immigrazione incontrollata passando dai 550.000 abitanti degli anni ’60 ai circa 9.000.000 attuali; questo fenomeno ha provocato grandi problemi sociali ed economici come disoccupazione ed emarginazione, relegando la maggior parte degli immigrati (indios andini di origine Inca) a vivere in enormi quartieri periferici (bidonvilles), spesso privi di corrente elettrica, acquedotto e pavimentazione stradale. La struttura della città riproduce lo schema coloniale spagnolo con le strade disposte a scacchiera intorno a Plaza de Armas, cuore della città dove sono concentrati il potere politico (il Palacio de Gobierno, residenza dell’attuale presidenza del Perù), quello spirituale (la Cattedrale, il Palazzo dell’Arcivescovato) e il governo locale (il Palacio Municipal).
La cattedrale: inaugurata nel 1540 da Pizarro fu inizialmente dedicata alla Gloriosísima Asunción de Nuestra Señora. Venne elevata ad arcidiocesi nel 1546 da parte di papa Paolo III. È  Caratterizzata da diversi stili artistici, a testimonianza della diversità di gusto tra le varie fasi ed epoche costruttive.
Il palazzo dell’Arcivescovato: situato a fianco della cattedrale è caratterizzato da una bella facciata barocca con i balconi di legno intagliato a traforo.
Monastero de San Francisco: famoso per le catacombe e per la pregiata biblioteca che raccoglie migliaia di testi antichi alcuni dei quali risalenti all’epoca dei conquistadores. La chiesa sopravvisse ai terremoti del 1687 e del 1746 ma fu notevolmente danneggiata in seguito a quello del 1970. Oggi, interamente restaurata, è un bell’esempio di arte barocca con influenza moresca.
Plaza San Martín: risale agli inizi del XX sec. ed è in stile francese. Caratterizzata dalla presenza sia della statua equestre del generale San Ma rtín che del Monumento alla Madre Patria. Particolare interessante di quest’ultimo, è il lama posto sulla corona: l’intenzione iniziale era quella di porre sul capo della donna, madre simbolica del Perù, una corona con in fiamme; fiamma in spagnolo si traduce “llama” che è anche la parola utilizzata per indicare il lama, da qui l’equivoco da parte degli artisti che posizionarono sulla corona appunto un piccolo lama.
Huaca Pucllana: situata nella zona di Miraflores. Si tratta di una struttura in adobe a forma piramidale realizzata nel 400 d.C.

 

3° giorno: Trujillo - Chiclayo

Trujillo: fondata nel 1534 da Diego de Almagro che, fermandosi nella valle del fiume Moche, durante la sua marcia verso Pachacamac (Lima), trovò quello che definì “un luogo ideale e conveniente per fondare una città" che battezzò con lo stesso nome della città spagnola nella quale nacque Francisco Pizarro. La città si sviluppò rapidamente ed in modo fiorente grazie alla fertilità della valle. Oggi conserva ancora bellissime case coloniali con cortili ombreggiati, fontane in stile moresco e piastrelle di maiolica (i cosiddetti patios). L’architettura cittadina è caratterizzata da case signorili con ringhiere di ferro battuto. Al centro della città si trova plaza de Armas con il monumento agli eroi dell’indipendenza e, tutt’intorno edifici molto belli tra cui: la cattedrale, eretta nel 1647, riedificata dopo il terremoto del 1759, interessante soprattutto per i numerosi dipinti che si trovano nel suo interno; la chiesa del Carmen, che rappresenta un bell'esempio di architettura settecentesca; la casa Bracamonte, appartenuta all'omonima famiglia di nobili origini ed attualmente sede di una banca. Interessante è il “Museo arqueologico”, che permette di conoscere lo stile Mochica attraverso i numerosi reperti.
Cittadella di Chan-Chan: situata nella valle del Moche, fu capitale del Regno del Gran Chimú. È una delle città più grandi al mondo costruita interamente di mattoni di fango e paglia (adobe), tale da essere comparata solamente con i resti archeologici di Teotihuacan in Messico o con le antiche città d'Egitto.
Las Huacas del Sol y de la Luna: sono l'evidenza della grandezza dei primi abitanti della costa Nord del Perù. La prima, a forma di piramide tronca con scalinate, è ancora coperta di terra mentre, nella Huaca della Luna, si possono ammirare meravigliosi murali che rappresentano i rituali dei Mochicas.

4° giorno: Chiclayo - Lima

Chiclayo: Fondata nel XVI secolo, venne elevata al rango di città solo nel 1835. Oggi è la quarta città del Perù. È situata nella regione dove si svilupparono sia la civiltà dei Mochica (II – VIII sec. d.C.) che i Lambayeque (VIII – X sec. d.C).
Museo delle tombe reali di Sipan: la storia di questo museo inizia nel 1987 quando a Sipan venne alla luce una tomba di un signore appartenente alla civiltà dei Moche. I numerosi ritrovamenti mostravano i riti di sepoltura di una delle più importanti culture preispaniche del Perù e, per questo motivo fu decisa la costruzione di un museo permanente con l’obiettivo fa conoscere la civiltà dei Moche, parte importante della storia del Perù. Il museo, oltre alle tombe, raccoglie i reperti trovati a Sipan durante gli scavi archeologici, una quantità impressionante di tesori, quasi tutti perfettamente conservati, e che, grazie al minuzioso lavoro di restauro, sono presentati in tutto il loro splendore. E' cosi possibile ammirare una collezione molto ricca di ceramiche e di gioielli in oro, argento e rame. Successivamente al ritrovamento delle tombe reali vennero alla luce altre tombe risalenti allo stesso periodo.

5° giorno: Lima – Isole Ballestas – Riserva Naturale di Paracas - Nazca

L'arcipelago delle Isole Ballestas si trova a circa 15 km dalla costa ed è formato da faraglioni ed isole in mezzo all'oceano. Durante la navigazione si può osservare il candelabro, un petroglifo alto più di 150 metri e largo 50, inciso nella parete rocciosa di una scogliera. Non si sa esattamente chi abbia eseguito il disegno né il suo significato, alcune teorie lo collegano alle più famose Linee di Nazca, altre vi vedono l'immagine stilizzata di un cactus, simbolo di potere nella cultura chavinica la cui influenza si estese in gran parte del Perù. Altre ancora sostengono si trattasse di un riferimento per gli antichi naviganti, mentre alcuni scienziati hanno ipotizzato l'esistenza di un collegamento fra la gigantesca incisione e la costellazione della Croce del Sud.
Le isole Ballestas: sono chiamate anche le “Piccole Galapagos del Perù”, hanno grotte e cavità davvero spettacolari e ospitano moltissime specie di uccelli ma anche pinguini e leoni marini. La straordinaria biodiversità delle isole è dovuta alla corrente fredda di Humboldt (una corrente oceanica che circola nell'Oceano Pacifico a largo del Cile e del Perù da sud verso nord). Impossibile non notare inoltre l’incredibile quantità di guano (causa in passato della famosa guerra del Guano tra Cile e Perù) che costituisce tutt’oggi un ottimo fertilizzante naturale esportato in tutto il mondo. 
Riserva Naturale di Paracas: si tratta di un’area naturale protetta costituita nel 1975 e comprende territori ed ecosistemi sia marini che terrestri. Si possono osservare numerosissime specie di uccelli ma anche paesaggi mozzafiato in quanto il deserto e il mare si uniscono in un modo meraviglioso. Molto particolare è poi la Cattedrale, una formazione rocciosa a forma, appunto, di cattedrale che purtroppo è rimasta gravemente danneggiata durante il terremoto del 2007.

6° giorno: Nazca - Arequipa

Linee di Nazca
: tracciate sul terreno del deserto di Nazca, un altopiano molto arido che si estende per circa 50 Km tra le città di Nazca e di Palpa. Si ritiene che le linee siano state tracciate tra il 300 a.C. ed il 500 d.C. dalla civiltà Nazca. Sono state disegnate rimuovendo dalla superficie del deserto alcune pietre contenenti ossido di ferro lasciando, in questo modo, il contrasto con il pietrisco sottostante di colorazione più chiara. Il vento non scalfisce i disegni in quanto le rocce assorbono abbastanza calore da far alzare l’aria proteggendo il suolo.
Acquedotto di Cantayo: opera di ingegneria idraulica eccezionale costruito dalla civiltà preincaica dei Nazca circa 1500 anni fa. L’acquedotto è ancora attualmente in funzione. I pozzi venivano scavati a una distanza di 20-50 metri l’uno dall’altro e servivano come punti d’accesso all’acqua per la manutenzione. Erano collegati tra loro da un condotto. Molto interessante la caratteristica forma a spirale degli scivoli che si inabissano nel terreno fino a raggiungere l’acqua.
Cimitero di Cauchilla: è una delle necropoli dell'antica civiltà Nazca. Le mummie che vi si trovano sono conservate a cielo aperto nelle loro tombe originali. L’ottimo stato di conservazione (molte di loro presentano ancora resti di capelli e pelle), è dovuto al clima arido del deserto del Nazca. In passato la zona ha sofferto il continuo attacco di saccheggiatori di tombe, che ha causato la scomparsa della maggioranza dei suoi tesori archeologici.  Fortunatamente dal 1997, la zona è stata protetta ed è diventata un sito archeologico ufficiale.

7° giorno: Arequipa

È la seconda città del Perù per importanza commerciale, nota come "la città bianca" per le sue costruzioni realizzate in "sillar", una pietra bianca di origine vulcanica. La città coloniale conserva in ottimo stato grandi edifici risalenti al secolo XVI e XVII.
Museo Santuario Andino: questo eccellente museo mostra il corpo congelato di una bimba inca di 14 anni, sacrificata 530 anni fa vicino alla cima del vulcano Ampato a più di 6.300 m di altitudine. La mummia fu chiamata "Juanita, la principessa di ghiaccio" e fu scoperta nel 1995 grazie all’eruzione del vicino vulcano Sabancaya che causò il crollo parziale della parte glaciale dell’Ampato. Juanita è il primo esempio di sacrificio umano da parte degli Inca che veneravano le montagne come se fossero Dei ed offrivano loro sacrifici per evitare che esse causassero disastri naturali (eruzioni vulcaniche, valanghe, catastrofi climatiche). Il corpo di Juanita può essere osservato attraverso una vetrina congelata.
Cattedrale: costruita nel 1621 e distrutta per un incendio nel 1844. Il tempio nuovo fu eretto sopra le fondamenta bruciate con un’ampia facciata rivolta verso la piazza maggiore e fiancheggiata da due archi di trionfo. Da segnalare l’altare principale in marmo di Carrara, disegnato dallo scultore italiano Filippo Motatilla, l’organo e il pulpito, fatto di legno intagliato nei cantieri di Businet-Rigot, nella città francese di Lille.
La Chiesa della Compagnia: costruita dai gesuiti nel secolo XVII. Sia la chiesa che la facciata sono costruite in sillar. La facciata è in stile barocco-meticcio e utilizza elementi autoctoni come piante, animali e protagonisti della mitologia preispanica mescolati a motivi europei. Verso la metà del '700, sul fianco della chiesa, furono costruiti due splendidi chiostri, che alla cacciata dei gesuiti, diventarono residenze e collegi.
Monastero di Santa Catalina: questo convento di suore di clausura fu costruito nel settembre del 1579 in onore di Santa Catalina di Senna e restò chiuso al mondo fino al 1970. Entrando, ci si rende conto di essere in una, vera e propria, città con strette piazze, strade e giardini che portano nomi di città spagnole e ricordano i quartieri antichi di Siviglia o Granada. Al suo interno sono presenti due musei che esibiscono importanti pezzi artistici come reliquie, porcellana, ornamenti religiosi, opere scultorie, e tele di differenti scuole.
Mirador Yanahuara: costruito nel XIX secolo con una serie di archi in sillar offre una meravigliosa vista di Arequipa e dei vulcani Misti, Chichani e Pichu Pichu.

8° giorno: Arequipa – Sillustani - Puno

Necropoli preincaica di Sillustani
: caratterizzata dalle sagome a base quadrata o tonda delle torri funerarie (le cosiddette “Chullpas di Sillustani”). Queste torri circolari, che raggiungono i dodici metri d'altezza, non hanno età certa. Alcuni documenti del XVI secolo spiegano che tali strutture erano state "costruite di recente", anche se alcune appaiono tuttora incompiute (e altre sono state devastate dai tombaroli). Le popolazioni che le costruirono (i Colla, una civiltà di lingua aymara dall'architettura più complessa di quella inca), vennero conquistate dagli Inca circa un secolo prima. Secondo alcuni le "Chullpas" potrebbero essere i sepolcri dei nobili dei Colla, che seppellivano i membri della nobiltà con tutta la famiglia.

9° giorno: Puno – Lago Titicaca - Puno

Isole galleggianti degli Uros
: isole costruite interamente con canne di tortora (un giunco molto presente nelle acque del lago Titicaca), che prendono il nome dagli indios che vi abitano. La leggenda narra che nelle vene degli Uros scorreva del sangue nero, che permetteva loro di sopravvivere alle rigide temperature notturne del lago. Gli Uros si fusero con alcune tribù Aymarà e Quechùa, ma gli indios di sangue misto che vivono sulle isole hanno mantenuto in vita le antiche usanze. Gli abitanti pescano e cacciano uccelli, la loro sopravvivenza è basata inoltre sulla vegetazione lacustre, soprattutto sulle canne, utilizzate per costruire le abitazioni, le scuole, le imbarcazioni, le basi delle stesse isole e anche per l’alimentazione.
Isola di Taquile: patria di abilissimi tessitori che realizzano capi in lana di alpaca con disegni coloratissimi che simboleggiano la posizione familiare e sociale di chi li indossa.

10° giorno: Puno – Cuzco

Cuzco:
 fu la capitale dell'Impero Inca ed è considerata la capitale storica del Perù. Nel 1983 venne dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Iglesia de la compañia de Jesús: costruita nel 1571 dai gesuiti sopra le fondamenta del palazzo di Huayna Capac, ultimo sovrano inca a regnare su un impero unito e libero, e venne poi ricostruita a seguito il terremoto del 1650. La facciata barocca la colloca tra una delle chiese più decorate della città.
Museo del sito di Korikancha: contiene diversi reperti archeologici del periodo inca e delle culture preincaiche. 
Museo Històrico Regional: contiene la collezione in ordine cronologico di alcuni reperti: punte delle frecce del periodo preceramico, vasi delle culture chavín, mochica, chimu, chancay ed inca, alcuni tessuti inca ed oggetti di ornamento d’oro trovati durante gli scavi nel sito di Korikancha, una mummia di Nazca, alcuni quadri della scuola cuzqueña e mobili in stile coloniale.
Monumento Pachacuteq: uno dei re Inca più valorosi della storia: con lui l'impero Inca aveva cominciato l'espansione e dominio nelle Ande. Questo monumento consiste in una torre a base circolare alta 22 metri, sulla quale è posta la statua in metallo di Pachacuteq. All'interno della torre si sale per sei piani fino a sbucare sul terrazzo panoramico che offre una bella vista sulla città.
Museo de Arte Popular: racchiude un’interessante collezione di ceramiche, fotografie, dipinti e sculture, tra cui pezzi di importanti artisti peruviani, come Edilberto Mérida, Hilario Mendivil e anche Santiago Rojas.
Museo Municipal de arte Contemporaneo: accoglie una collezione di arte locale contemporanea.
Centro Qosqo de Arte Nativo Danzas folklorisitcas: fondato nel 1924 con l’obiettivo di far conoscere al mondo la cultura delle danze e delle musiche folcloristiche peruviane. Si possono vedere danze rituali, guerriere, agricole e carnevalesche accompagnate da momenti musicali molto suggestivi. Di notevole interesse gli abiti utilizzati (che vengono poi esposti al pubblico a fine spettacolo) in quanto sono differenti a seconda della zona da cui provengono.

11° giorno: Cuzco

Plaza de Armas: cuore della Cuzco Inca e, ancora oggi, fulcro della vita moderna. La piazza è circondata dai portici di epoca coloniale. Nei pressi si trovano diverse chiese.
La Cattedrale: venne costruita tra 1559 e il 1659 utilizzando i blocchi di pietra sottratti al vicino sito Inca di Saqsaywamán. Essa costituisce un complesso unico insieme alla Iglesia del triunfo e alla Iglesia de Jesús Maria. Ospita una delle più importanti collezioni di opere d’arte del periodo coloniale di Cuzco (specialmente della “escuela cuzqueña” di pittura). Numerose le cappelle laterali che contengono elaborati piedistalli per le processioni.
Tempio di Korikancha (Tempio del sole): in epoca inca era letteralmente ricoperto d’oro, oggi restano solo poche strutture in pietra in quanto sulle rovine poggiano la Chiesa ed il convento di Santo Domingo. In questo tempio si svolgevano riti religiosi e, si ritiene, che fossero custoditi i corpi mummificati di diversi sovrani inca esposti giornalmente alla luce del sole per ricevere offerte di cibo e bevande. Korikancha era anche un osservatorio dove i sacerdoti studiavano le attività dei corpi celesti.
Chiesa di Santo Domingo: fu distrutta due volte dai terremoti (1650 e 1950) e danneggiata dal sisma del 1986. All’ingresso ci sono alcune foto che spiegano i danni provocati dal primo terremoto: è interessante il confronto tra le condizioni dell’edificio coloniale con quelle delle mura di epoca inca danneggiate in modo molto modesto durante le scosse telluriche. Molti i dipinti che mostrano la vita del santo, spesso raffigurano cani che stringono una fiaccola tra i denti, si tratta dei cani da guardia di Dio (in latino: “domini cani”, nome dell’ordine religioso ispirato al santo a cui è stata consacrata la chiesa).
Kenko: il nome significa zigzag. Il sito è costituito da una grande roccia calcarea sulla quale sono stati scavati nicchie e gradini e sono state scolpite incisioni simboliche tra cui i canali a zigzag, che servivano per il sacrificio rituale.
Saqsayhuaman: si tratta di un’antica fortezza inca costruita tra il 1438 e il 1500 circa, sotto il dominio di Pachacutec. Si eleva in una posizione dominante della collina di Carmenca, che domina da nord la città di Cusco. Il grandioso complesso presenta un triplice ordine di cinte murarie lunghe 300 metri, realizzate con enormi massi di pietra incastrati tra di loro con grande precisione. Cronisti ed archeologi attribuiscono al piano della città di Cusco la forma di un puma, di cui la fortezza di Saqsayhuaman rappresenterebbe la testa (la muraglia che procede a zig-zag ricorda le fauci dell’animale). Alla sommità, inoltre, è visibile l’occhio del puma. Questo almeno prima dell'arrivo dei conquistadores spagnoli, i quali prelevarono dal sito numerose pietre per costruire case e chiese nella città.
Pukapukara: imponente struttura che domina la valle di Cuzco. In particolari condizioni di luce la roccia assume colore rosato (il nome significa “forte rosso”). La parte inferiore è composta da diverse camere residenziali, mentre la parte alta era adibita a magazzini.
Tambomachay: sito inca dedicato al culto dell’acqua. È costituito da una vasca cerimoniale in pietra finemente lavorata che convoglia l’acqua di una fonte cristallina attraverso fontane ad oggi ancora funzionanti.
Tipon: sito inca che consiste in una serie di splendidi terrazzamenti. Situato all’imbocco di una piccola valle, è degno di nota soprattutto per il sistema di irrigazione davvero ingegnoso.
Piquillacta: rovina preinca costruita intorno al 1100 d.C. dal popolo wari. Si tratta di un grosso centro cerimoniale composto da edifici diroccati a due piani con l’ingresso situato al piano superiore. La città è circondata da una cinta di mura difensive.
Villaggio di Oropesa: piccolo paese famoso per essere la capitale nazionale del pane. Ci sono moltissimi forni e gran parte della popolazione fa il fornaio di mestiere. Molto carina sono la piazza principale e la chiesa.

12° giorno: Cuzco – Valle Sacra degli incas – Ollantaytambo

La valle del fiume Urubamba si trova a 15 Km a nord di Cuzco. Famosa per i numerosi siti archeologici ma anche per gli sport d’avventura che vi si praticano.
Rovine di Pisac: cittadella inca situata sulla sommità di una collina celebre per i suoi terrazzamenti coltivati che formano grandi linee curve che si estendono sulle pendici meridionali ed orientali della montagna. I livelli sono collegati da scalinate diagonali realizzate con pietre conficcate nei muri di contenimento delle terrazze stesse. Sopra le terrazze vi sono dei sentieri difesi da massicce porte di pietra e ripidi gradini. Il centro cerimoniale del sito è situato in cima alle terrazze. Notevoli infine le diverse canalizzazioni d’acqua tutt’oggi funzionanti e alcune mura dei templi perfettamente conservate.
Chinchero: piccolo villaggio nel quale viene effettuato un mercato molto colorato dove artigianato, antiquariato e frutta e verdura sono esposti fianco a fianco e dove tutt’oggi viene praticato il baratto. Stradine ripide e strette portano alla chiesa e alle rovine inca. La chiesa ha la volta in legno completamente affrescata e una statua di Santiago Mata Moros.
Saline incaiche di Maras: Le migliaia di pozze che compongono questo spettacolare sito furono sfruttate come cave di sale già durante il Tahuantinsuyo, ovvero durante il periodo di dominio Incas del Perù. Oggi gli abitanti di questa zona incanalano l’acqua salina che fuoriesce dal sottosuolo verso altre pozze nelle quali, per effetto del sole, l’acqua evapora lasciando sulla superficie il sale che, in seguito, è lavorato per venderlo al mercato locale.
Fortezza di Ollantaytambo: Fu uno dei pochi luoghi in cui gli inca sconfissero i conquistadores. Nel 1536 Hernando Pizarro giunse qui con il suo esercito nel tentativo di catturare Manco Inca. Dall’alto delle spettacolari e ripide terrazze difensive gli uomini di Pizarro vennero bersagliati da frecce, lance e massi e si trovarono ancora più in difficoltà, quando il sovrano inca fece allagare la pianura sotto la fortezza attraverso dei canali appositamente preparati. In cima alle terrazze si trova la zona del tempio, la pietra utilizzata per le costruzioni veniva estratta da una cava sopra il fiume Urubamba. Per trasportarla gli inca deviarono il corso del fiume. 

13° giorno: Ollantaytambo - Aguas Callentes – Machu Picchu – Aguas Callentes

Machu Picchu: la città perduta degli incas sorge in una posizione spettacolare a 2400 metri, in basso scorre il fiume Urubamba, le montagne circostanti sono ricoperte di vegetazione, una fitta selva tropicale. La costruzione della città risale al XV secolo, sotto il regno di Pachacùtec: forse fu uno dei rifugi degli ultimi difensori dell'impero, davanti all'avanzata degli spagnoli. Il complesso si divide in tre settori: l'area agricola (terrazzamenti, depositi, abitazioni, una roccia rituale), la parte dei nobili e la parte dedicata al popolo. L’area urbana racchiude la piazza principale, adibita a funzioni civili e religiose il Templo Mayor, il Templo de las Tres Ventanas e la Casa de los Sacerdotes, l'osservatorio solare, la roccia sacra, l'area delle abitazioni e dei laboratori, il Palacio Real e il Tempio del Sol. Se si sale fino all'Huayna Picchu (cima giovane), s'incontra il Tempio della Luna e si gode un panorama indescrivibile sulle rovine e sulla vallata sottostante.

14° giorno: Aguas Callentes – Cuzco

Museo de Sitio Manuel Chávez Ballón di Aguas Callentes
: ospita delle splendide mostre multimediali sugli scavi archeologici condotti a Machu Picchu, sulle antiche tecniche di costruzione, la cosmologia e la cultura inca. Molto grazioso anche il giardino botanico contenente piante tipiche della giungla situato all’esterno del museo.

15° giorno: Cuzco – Lima

Parque de las Leyendas di Lima: parco che consente di ammirare la biodiversità peruviana e la sua flora e fauna. È suddiviso in 3 sezioni: costa, sierra ed amazzonia.

16° giorno: volo di rientro Lima – Milano

17° giorno: Arrivo a Milano

 

     

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